Mediatore interculturale

 Corso di Formazione per Mediatore interculturale - Lamezia Terme (CZ)

 

Perchè è necessario mediare

(tratto dal progetto Promidea)

 

E' oggi una delle questioni maggiormente dibattute in ambito politico-sociale ed è costantemente oggetto di analisi anche sul piano macroeconomico, come variabile che influenza profondamente gli assetti demografici e le modificazioni culturali dei paesi “occidentali”.

 

Fino a quella data l’Italia è rimasta tendenzialmente un paese dal saldo migratorio negativo, ma nei periodi successivi il flusso in ingresso di cittadini stranieri è diventato responsabile non solodell’incremento del saldo, ma anche della crescita generale della popolazione italiana.

La presenza dei cittadini stranieri anche sul nostro territorio, tende, quindi a consolidarsi e a crescere. Questo comporta necessariamente un passaggio da una visione spesso emergenziale del fenomeno migratorio con una visione che mette al centro delle politichesociali le pratiche inclusive a sostegno dei migranti. Naturalmente oltre alle misure specifiche a sostegno dell’integrazione dei migranti bisogna porsi il problema di abbattere le barriere che spesso impediscono agli stranieri l’accesso ai servizi territoriali. Infatti, casa, lavoro, educazione dei figli, salute, giustizia sono tutti aspetti che toccano nel concreto la vita dei migranti alle quali bisogna dare una concreta risposta per evitare effetti perniciosi di marginalizzazione ed esclusione. In questo conteso il ruolo del mediatore interculturale può essere formidabile.

 

Pratica che prevede l’impiego di una figura professionale sia nei settori pubblici sia nei settori privati che faciliti l’integrazione dei cittadini stranieri immigrati, che si rivolgono a tali servizi, nei vari ambiti del contesto sociale ed occupazionale della società di accoglienza. Serve a:

 

in senso generale, è la capacità di praticare l’“ascolto attivo”, cioè la capacità di passare da un atteggiamento del tipo “giusto - sbagliato”, “io ho ragione - tu hai torto”, “amico - nemico”, a un altro in cui si assume che l'interlocutore sia intelligente e che ci si debba mettere nelle condizioni di capire come comportamenti e azioni che ci sembrano irragionevoli per altri siano totalmente ragionevoli e razionali.

 

è la presa di coscienza dell’esistenza di altre cornici di riferimento oltre alle proprie.

 

è la gestione creativa dei malintesi e dei conflitti.

 

In questo contesto, sempre più spesso l'ascolto attivo diventa una competenza di base richiesta anche nei rapporti pubblici tra amministratori e cittadini.

 

 fondamentali dei mediatori interculturali

  1. Rimuovere quegli ostacoli di comprensione che impediscono e intralciano la comunicazione tra il sistema dell’Amministrazione pubblica e il cittadino straniero, così come fra la  popolazione italiana e la popolazione straniera;
  2. Prevenire quelle decisioni e quei comportamenti che, anche inconsapevolmente, tendono di fatto alla discriminazione, alla emarginazione o al pregiudizio;
  3. Rendere il sistema dei servizi più comprensibile e quindi più fruibile per l’utente straniero;
  4. Migliorare la stessa efficacia nei confronti del cittadino straniero di tutta la gamma dei servizi disponibili, sicuramente quelli pubblici ma, anche quelli privati;
  5. Fornire un prezioso sostegno tecnico a quei soggetti che intervengono nella prevenzione, gestione e composizione di conflitti di natura sociale fra le comunità immigrate e le istituzioni politiche e amministrative, così come tra comunità locali italiane e straniere.
  6. Suggerire politiche sociali inclusive a favore della popolazione immigrata.

In questi ultimi anni insieme alla crescita del fenomeno migratorio è anche accresciuta la consapevolezza di una migliore politiche dell’accoglienza e quindi di un maggiore ricorso alla figura professionale del mediatore interculturale.

 

La presenza del mediatore culturale, come figura professionale inserita nel sistema integrato di interventi e servizi sociali, è ormai una realtà consolidata grazie alla volontà manifestata dalle amministrazioni e dalle istituzioni regionali calabresi che, a partire dall’esperienza pilota promossa e finanziata dal Ministero del Welfare, hanno inteso dare continuità al progetto “Interlab”, nato come laboratorio per la mediazione culturale.

 

 proposto e gestito dalla Cooperativa Sociale Promidea, è diventato negli anni un punto di riferimento a livello regionale ed interregionale, per tutti coloro, italiani e stranieri, soggetti privati ed enti pubblici, che abbiano dovuto confrontarsi con i problemi del dialogo interculturale, ma soprattutto dell’accesso ai servizi sociali pubblici e dell’applicazione concreta di una normativa sull’immigrazione che appare ancora particolarmente macchinosa e comunque sconosciuta ai più.

 


allegato

Mediatore Interculturale
Corso di formazione, qualificazione e accompagnamento all’inserimento lavorativo per mediatori interculturali